Paolo Chenet photography

 

Paolo Chenet nasce a Milano nel 1957. Fotografo naturalista, vive e lavora a Milano.

 

Si avvicina alla fotografia giovanissimo, all'età di otto anni.

 

Il suo percorso fotografico si incrocia presto con le sue più grandi passioni: i viaggi in luoghi remoti e selvaggi, la natura ed il regno animale.

 

La padronanza degli strumenti fotografici cresce di pari passo con la ricerca di spazi incontaminati, traducendosi in una vera e propria riscoperta delle origini del mondo.

 

Il lavoro di Chenet ci riporta ad una dimensione primeva, consentendoci di affacciarci ad un pianeta ancora nuovo, vergine, che non conoscerà mai le devastanti conseguenze dell'antropizzazione.

 

La figura umana è bandita dagli scatti di Chenet, se ne scorgono appena le tracce: la silhouette remota di un monumento, un nastro d'asfalto che attraversa il paesaggio lunare, la carcassa di un vecchio DC3 adagiata sul suolo primitivo come un fossile preistorico.

Da queste poche vestigia di una presenza trascurabile abbiamo la facoltà di percepire l'irrilevanza della condizione umana, il suo velleitarismo nell'ostinazione futile alla modificazione di un ambiente che tollera a stento l'uomo, potendo con la sua forza irresistibile cancellarne le tracce in ogni momento, quasi per capriccio.

 

Nell'arte di Paolo Chenet possiamo percepire con tutta la forza della sua espressività il primato della natura, che regna sovrana e noncurante delle umane vicende.

Un gabbiano solitario affacciato sull'orizzonte infinito dell'oceano, totalmente indifferente alla presenza del fotografo, rappresenta forse l'immagine più emblematica dell'umana irrilevanza: qui si osserva la regalità del creato, di ciò che è stato, che è e che sempre sarà, che basta a se stesso senza alcun bisogno se non quello di esistere, nella sua primitiva e profonda saggezza istintuale.

 

La potenza espressiva delle immagini di Chenet risiede proprio in questo, nel consentire all'osservatore uno sguardo primitivo in senso antropologico, in quanto non contaminato dal costrutto della modernità, su una natura ancora perfetta, mai sfiorata dalla modificazione della civiltà, così come dovette presentarsi all'origine del mondo.

 

Attraverso il lavoro di Chenet  abbiamo il privilegio di regredire per un breve, potente, stupefatto momento alla condizione paurosa e meravigliata che dovette essere del primo uomo sulla terra.

 

"Quindi l'uomo primitivo vive effettivamente in due mondi. La realtà fisica è anche realtà spirituale. Il mondo fisico è innegabile e il mondo degli spiriti ha per lui un'esistenza altrettanto reale, non soltanto perché lo crede, ma per la sua ingenua consapevolezza delle cose spirituali. Qualora il contatto con la civiltà e la sua disastrosa «illuminazione» gli facciano perdere la dipendenza dalla legge spirituale, il primitivo degenera." (Carl Gustav Jung)

 

In oltre quaranta anni di attività fotografica Chenet non ha mai considerato la possibilità di divulgare il suo lavoro o di affacciarsi al mercato dell'arte.

Solo in tempi recenti, riconsiderando la mole imponente del suo archivio, ha assunto la determinazione di condividere le sue opere con un pubblico più vasto.

 

Paolo Chenet ha presentato per la prima volta i suoi lavori al pubblico degli appassionati e dei collezionisti di fotografia all'Università Bocconi di Milano, dal 12 gennaio al 6 marzo 2015, presso gli spazi BAC. 

 

 

Gli scatti di Paolo Chenet sono disponibili in esclusiva da noi, in edizione limitata e certificata Digigraphie®, in vari formati e su diversi supporti.

 

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